110 milioni di euro per la ricerca, 130 linee di attività lungo l’intera filiera. Monteleone: “Ora trasformare i risultati scientifici in innovazione per l’industria”

Dalla produzione di idrogeno rinnovabile ai nuovi sistemi di stoccaggio, dagli e-fuels alle celle a combustibile fino alle infrastrutture energetiche intelligenti: arriva a conclusione il POR H2, uno dei principali programmi nazionali di ricerca e sviluppo dedicati all’idrogeno, con 110 milioni di euro di finanziamenti e 130 linee di attività lungo l’intera catena del valore.

I risultati saranno presentati a Napoli il 22 e 23 settembre, presso l’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli, nell’evento finale “Ricerca e innovazione: opportunità e prospettive per la filiera nazionale dell’idrogeno”, promosso da ENEA insieme agli altri soggetti coinvolti nel Piano.

Nato nell’ambito del PNRR e dell’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed ENEA, il POR H2 vede ENEA come soggetto realizzatore, con CNR e RSE co-realizzatori, e punta a sviluppare tecnologie innovative per produzione, stoccaggio e trasporto dell’idrogeno, combustibili sintetici, celle a combustibile e sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture energetiche.

Tra i risultati del Piano figurano attività di sperimentazione in laboratorio e su scala dimostrativa, oltre alla definizione di metodologie, protocolli e linee guida e alla valorizzazione delle infrastrutture di ricerca dedicate alle tecnologie dell’idrogeno.

“Il POR H2 ci lascia molto più di un insieme di risultati scientifici: ha creato una rete nazionale di competenze, infrastrutture e giovani ricercatori che costituisce un patrimonio strategico per il Paese. La sfida adesso è portare le tecnologie più promettenti fuori dai laboratori, avvicinandole alle applicazioni industriali e trasformando la capacità di ricerca italiana in innovazione, competitività e nuove opportunità per la filiera”, dichiara Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento ENEA Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN).

“L’idrogeno può svolgere un ruolo importante soprattutto nei settori più complessi da decarbonizzare e nell’integrazione delle fonti rinnovabili. Perché questo potenziale possa tradursi in applicazioni concrete – aggiunge Monteleone – occorre lavorare insieme su prestazioni, costi, sicurezza, sostenibilità e infrastrutture. È proprio questa visione di sistema, fondata sulla collaborazione tra ricerca, università e industria, uno dei principali risultati del POR H2”.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla crescita delle competenze. Nell’ambito del Piano, ENEA ha attivato 61 accordi di collaborazione con Università italiane, finanziato oltre 70 borse di dottorato e accolto 28 giovani ricercatori, contribuendo alla formazione di professionalità specialistiche in un settore strategico per la transizione energetica.

L’evento di Napoli riunirà rappresentanti della ricerca, delle istituzioni, delle università e del sistema produttivo per fare il punto sui risultati raggiunti e sulle prospettive della filiera nazionale, con particolare attenzione al trasferimento tecnologico e al passaggio dalla ricerca alla dimostrazione e alle applicazioni industriali.

L’iniziativa conclude il percorso pubblico avviato con il primo evento nazionale del POR H2, che nel luglio 2024 aveva riunito a Roma oltre 220 ricercatori, esperti e rappresentanti della comunità scientifica e sistema industriale.

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