Toyota e Jaxa, c’è l’accordo per il rover lunare a idrogeno: il lancio nel 2029

Toyota e Jaxa, c’è l’accordo per il rover lunare a idrogeno: il lancio nel 2029

Potrà accogliere un piccolo equipaggio per missioni della durata di sei settimane

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”: è il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong, il primo astronauta a mettere piede sulla Luna, pronuncia una delle frasi più celebri della storia. È passato esattamente mezzo secolo da quell’impresa che tenne l’intero mondo sulle spine, oggi impressa nelle cronache come un esempio di sommo coraggio nonché come un fulgente traguardo scientifico.

È sulle medesime orme del progresso che Toyota e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) hanno stretto un accordo triennale per lo sviluppo di un rover lunare pressurizzato, cioè di un veicolo per l’esplorazione del nostro satellite in grado di accogliere un piccolo equipaggio. Se ne era parlato già lo scorso marzo e ora è stato ufficializzato un primo cronoprogramma del progetto.

La sua caratteristica peculiare? Un sistema di propulsione elettrico messo a punto dal colosso nipponico dell’automotive e alimentato con pile a combustibile, che sfruttano una reazione chimica fra idrogeno e ossigeno per ricavare elettricità. Inizialmente sarà una squadra di 30 persone a lavorarci, attiva già da fine anno.

Inoltre, il veicolo sfrutterà anche un enorme pannello solare esterno per ricaricare le sue batterie. La fabbricazione della necessaria componentistica del rover inizierà nel 2020, con i relativi test di collaudo in programma per l’anno successivo. Le specifiche preliminari rivelano dimensioni imponenti: lungo circa sei metri, largo 5,2 e alto 3,8 metri, avrà uno spazio interno di 13 metri cubi oltre quello riservato a due astronauti.

L’intenzione dei progettisti è che l’equipaggio possa affrontare nel rover missioni lunghe fino a sei settimane e che l’autonomia con accumulatori pieni basti per percorrere circa un migliaio di chilometri. Inoltre, la pressurizzazione dell’ambiente interno permetterà agli astronauti di non dover indossare le tute spaziali all’interno dell’abitacolo.

Il primo prototipo in scala (e del relativo sistema di guida) è atteso per il 2022. Nel 2024 verrà disegnato, prodotto e valutato il primo modello ingegneristico del rover e del relativo modulo di volo. Entro il 2029 il mezzo potrebbe essere pronto a essere lanciato in orbita tramite un vettore appositamente dedicato, ma non prima che nel 2027 vengano effettuato gli ultimi controlli su fabbricazione e qualità.

L’obiettivo finale è che il rover possa raggiungere le regioni polari dalla Luna e verificare l’eventuale presenza di ghiaccio: è dagli anni Sessanta che gli studiosi ipotizzano che l’acqua possa persistere in questo stato all’interno dei crateri permanentemente oscurati dalla luce del Sole, situati ai due poli lunari (molecole di acqua sarebbero state rilevate anche nello strato gassoso al di sopra della superficie lunare).

In passato altri costruttori avevano puntato al cielo con target altrettanto ambiziosi: Audi Suzuki, ad esempio, avevano partecipato al Google Lunar XPrize, organizzato dalla X Prize Foundation e sponsorizzato da Google, competizione annunciata il 13 settembre 2007 e conclusasi senza vincitori il 23 gennaio 2018. Chissà che Toyota non riesca dove gli altri hanno fallito…

Fonte: La Stampa



EFC19 - European Fuel Cell - Naples December 9-11, 2019
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