Ambiente, idrogeno e ricerca: il piano di Macron per rilanciare la Francia

Idrogeno e ricerca

Ambiente, idrogeno e ricerca: il piano di Macron per rilanciare la Francia

 

PARIGI – “Preparare la Francia del 2030”. E’ con questo ambizioso obiettivo che Emmanuel Macron ha riassunto la filosofia del piano di rilancio di 100 miliardi di euro per affrontare la crisi economica provocata da lockdown e pandemia. L’appuntamento per presentare l’insieme del pacchetto di misure è per domani, con una conferenza stampa del premier Jean Castex, rinviata di una settimana per via del rimbalzo dei contagi negli ultimi giorni, in concomitanza con il ritorno a scuola e al lavoro di milioni di francesi.

Molti dettagli di “France Relance” sono già stati anticipati nelle ultime ore. In un momento in cui tutti gli sguardi sono puntati sugli indicatori a breve termine, il governo francese sceglie di guardare lontano e punta su una rivoluzione verde: 30 miliardi saranno dedicati all’efficientamento energetico ma anche alla ricerca e all’innovazione, a cominciare dalla produzione di batterie elettriche o dell’idrogeno. La Francia, spiegano nell’esecutivo, vuole usare la risposta alla crisi per rafforzare la sua competitività nei settori più innovativi, dall’intelligenza artificiale al computer quantistico alle biotecnologie.

Molti progetti saranno finanziati dal Recovery Fund, spesso in comune con la Germania, come quello sulle batterie elettriche con una fabbrica che dovrebbe essere lanciata nella regione Charente a guida del costruttore Psa. Una parte importante del piano di rilancio francese riguarda anche lo sviluppo della produzione di idrogeno, un filone promettente nelle energie rinnovabili su cui la Germania è già avanti.

Altra priorità del governo è favorire la “rilocalizzazione” della produzione in alcuni settori strategici, a cominciare dal settore farmaceutico. Come si è scoperto durante l’emergenza sanitaria, l’ottanta per cento dei principi attivi oggi viene importato dall’Asia. Per favorire il ritorno in patria di alcune imprese il governo si è impegnato ad abbassare le tasse di produzione di 20 miliardi nei prossimi due anni. Ci sarà un bando per finanziare alcuni progetti specifici di rilocalizzazione con 1 miliardo di sovvenzioni statali.

Dopo aver visto il Pil ridursi di oltre il 5% nel primo trimestre e poi del 13,8% nel secondo trimestre a causa del contenimento, la Francia è entrata in recessione e il governo prevede che quest’anno il suo Pil diminuirà dell’11%. Il governo ha già mobilitato 460 miliardi di euro, di cui 300 miliardi in prestiti garantiti e oltre 28,5 miliardi per finanziare il chômage partiel, l’equivalente della cassa integrazione (ma con condizioni più vantaggiose), prorogato nei settori più colpiti come la ristorazione fino alla fine dell’anno.

Il nuovo piano sarà inserito nella legge di stabilità del 2021 e approvato dal parlamento entro la fine dell’anno. L’impegno del governo è riuscire a “spendere velocemente” i fondi nei vari progetti: almeno un terzo entro metà dell’anno prossimo. Le voci legate al Recovery Fund saranno finanziate già in primavera con un anticipo contabile in attesa che arrivino le somme da Bruxelles. E la parte del nuovo debito – che sfonderà quota 120% del Pil – sarà accantonato come “debito Covid” con condizioni di rimborso dilatate nel tempo.

Preceduto da mesi di concertazione, il piano rischia di deludere sindacati e chi sperava in un sostegno diretto ai francesi più in difficoltà, con un tasso di disoccupazione previsto oltre il 10%. Il governo difende invece l’idea di un pacchetto di misure che punta a sostenere imprese e investimenti. Anche se dall’inizio dell’emergenza i francesi hanno messo da parte quasi 100 miliardi di euro – tanti quanti il piano del governo – il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha spiegato di non credere in misure di stimolo tout court, come abbassamento dell’Iva fatto in Germania o l’aumento sussidi o di altre leve per aumentare il reddito. “Il miglior modo per sostenere i consumi è difendere il lavoro” ha spiegato il ministro secondo cui il governo è pronto ad adattarsi in caso di un peggioramento dell’economia. Le incertezze all’orizzonte sono ancora tante, ha spiegato Le Maire, citandone almeno quattro nel breve periodo: un rimbalzo della pandemia, l’esito dei negoziati sul Brexit, le elezioni americane e le prossime mosse della Cina con la presentazione del piano quinquennale.
FONTE: larepubblica.it



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